Dove non diversamente indicato, gli articoli, le immagini e i video sono di Giovanni Schinaia, autore di questo blog.
Ogni contributo (articoli, testimonianze, recensioni, avvisi, immagini, video) sui temi inerenti questo blog, giungerà molto gradito. La condivisione di immagini in questo blog ha solo scopo promozionale e divulgativo, e non commerciale; non intende essere in alcun modo una forma di concorrenza sleale nei confronti di Fotografi professionisti. Per questo motivo le immagini sono proposte in formato ridotto (lato orizzontale 400-800 px) e con filigrana.
Chiunque volesse, può far riferimento al seguente indirizzo email:

sabato 23 luglio 2016

Elezioni alla Confraternita del Carmine: ecco gli eletti

Priore
Antonello Papalia



Confratello Assistente
Leopoldo Vitale

Primo Consigliere
Giovanni Schinaia

Consigliere
Francesco Tacente

Consorella Assistente
Carmela Battista

Prima Consigliera
Concetta Lucarella

Consigliera
Francesca Suma

Cassiere
Antonio Mancarella

Revisori dei conti
Francesco Portulano, Marcello Buzzacchino, Antonio Russo

Confraternita del Carmine: giornata di elezioni

23 luglio 2016
Chiesa del Carmine
- Taranto -


I Confratelli e le Consorelle del Carmine sono chiamati oggi a votare per il rinnovo delle cariche sociali.
Si voterà alle 8,30 alle 22,00 e subito si procederà allo spoglio.
Tutti, muniti di libretto e documento, voteranno per il Priore (una preferenza), per il cassiere (una preferenza) e per i revisori (max tre preferenze); i soli Confratelli voteranno invece anche per i consiglieri (max tre preferenze), e le Consorelle anche per le consigliere (max tre preferenze)

L'elenco dei candidati è affisso all'albo della Confraternita


giovedì 21 luglio 2016

Dum fluet unda maris... Quella lapide nella Chiesa del Carmine: la promessa di perpetuità nella nostra storia e nella nostra identità

Non la notano in molti. Non è molto grande e, nella sua posizione attuale non risulta neanche di facilissima lettura: è una piccola lapide bianca, con scritte nere, murata al di sotto della loggia dell’organo a canne; i non più giovanissimi fra i Confratelli del Carmine, la ricorderanno murata, per molti anni, nel vano scale che, dall’ingresso su via Giovinazzi, conducono all’oratorio della Confraternita. 

Questa la trascrizione:

DVM FLVET VNDA MARIS CVRRETQVE PER AETHERA PHOEBVS
VIVET CARMELVS CANDIDVS ORDO MIHI

Si tratta di un distico del poeta Battista Mantovano
Una possibile traduzione può essere la seguente:

Fino a quando scorrerà l'onda del mare e il sole correrà nei cieli,
l'Ordine del Carmelo grazie a Me si conserverà puro

Qualche anno fa, per una sua pubblicazione sulla chiesa del Carmine, l’allora Priore della Confraternita, il compianto Nicola Caputo, mi richiese una traduzione e un commento del testo. E già allora mi permettevo di notare come la traduzione del passo non è univoca: è impossibile, infatti, rendere in italiano l'espressione scarna e lapidaria e, a un tempo, la complessità dei significati che solo la perfezione espressiva della lingua latina può in sé contenere.

Battista Mantovano,
ritratto con la corona di poeta
Il distico, si diceva, è di Giovanni Battista Spagnoli, detto “il Mantovano”, nato a Mantova nel 1448 e morto nella stessa città virgiliana nel 1516. Il Mantovano non fu solo uno dei più grandi poeti latini del suo tempo, ma anche una delle glorie dell’Ordine Carmelitano, nel quale entrò a soli diciassette anni, e di cui, tre anni prima della morte, divenne Priore Generale. Dopo la sua morte si sviluppò nell’Ordine Carmelitano una devozione spontanea, che fu confermata con la beatificazione solo nel 1885 da papa Leone XIII. Nella sua vasta produzione di argomento religioso, si segnala la Parthenice Mariana, in esametri latini, un poema celebrativo della Madonna e di sei sante venerate nella famiglia del Carmelo.
Di lui sono diventati famosissimi quei due versi che, sin da subito, da quello scorcio di quindicesimo secolo in cui furono scritti, conobbero una diffusione pressoché capillare nelle chiese e negli oratori della famiglia Carmelitana.

E giunsero anche nella nostra chiesa di Taranto. Considerati la fattura della lapide e il tipo di grafia utilizzata, non è azzardato ipotizzare che il manufatto risalga addirittura al primissimo insediamento dei Carmelitani a Taranto e che poi, per la sua preziosità simbolica – di cui parleremo – abbia seguito la comunità dei Frati Carmelitani nel suo trasferimento dalla chiesa nei pressi del “fosso” a quella extra moenia che ancor oggi conosciamo come “chiesa del Carmine”. Si tratterebbe quindi di uno dei beni più antichi in possesso della Confraternita, insieme alle testimonianze petrine (il torso di colonna e il ritratto di San Pietro) e alla tabula picta che si venera sull’Altar Maggiore.

Perché, dunque, questa diffusione così capillare? E di cosa parlano quei versi?

Nei due versi è contenuta, poeticamente abbellita, la grande promessa di perpetuità dell’Ordine Carmelitano che la Vergine avrebbe fatto a san Pier Tommaso. Con quei due versi il Carmelo celebrava se stesso e la propria identità mariana. E ricordava a tutti, devoti, Confratelli, monache, frati che, nonostante le difficoltà che l’Ordine ha continuato ad incontrare in ogni tempo, la sua perpetuità era stata promessa direttamente dalla Madonna.

Vediamo allora chi è questo Pier Tommaso e quale sarebbe la promessa che la Madonna gli avrebbe fatto. Gli storici più recenti del Carmelo non parlano volentieri delle tante apparizioni che, almeno fino ad una cinquantina di anni fa invece, la famiglia carmelitana ricordava e celebrava. L’apparizione a San Pier Tommaso è una di queste. Il primo a parlarne fu padre Giovanni di Hildesheim, carmelitano tedesco del XIV secolo. Estremamente attendibile la sua testimonianza: Giovanni non fu solo un contemporaneo di Pier Tommaso, ma fu addirittura suo allievo fra il 1351 e il 1355 allo Studium di Avignone. Nato in Francia nel 1305 ed entrato nell’Ordine Carmelitano a 21 anni, Pierre Thomas fu un insigne teologo del suo tempo e, come legato pontificio, girò le corti di tutta l’Europa. Fu anche vescovo, Patriarca Latino di Costantinopoli e Delegato Pontificio per la Chiesa d’Oriente.

Giovanni di Hildesheim riporta la testimonianza raccolta direttamente dal suo maestro Pier Tommaso:
In tristitia mentis, et ferventibus desideriis obdormivi, et desiderans a Beata Virgine Religionis meae patrocinium, et conservationem; Ipsa mihi respondit: Petre, ne timeas; quia durabit in finem Carmeli Religio; nam pro ea supplicavit Filio meo primus ordinis Patronus Elias in Transfiguratione, ac impetravit.

Traduzione: 
Rimasi a dormire tristemente, pensando ad ardenti desideri e desiderando dalla Beata Vergine la protezione e la conservazione per il mio Ordine; Lei stessa mi rispose: “Non temere, Pietro; poiché l’Ordine del Carmelo vivrà fino alla fine; infatti per esso, a mio Figlio ha rivolto suppliche e preghiere il primo Patrono dell’Ordine, Elia, nella Trasfigurazione.

Appare interessantissimo, da un punto di vista storiografico e teologico, il riferimento scritturale ad Elia Profeta e all’episodio della Trasfigurazione: che si creda o no alla veridicità dell’apparizione, abbiamo una preziosa testimonianza di una devozione Carmelitana, risalente almeno al ‘300, che in qualche modo “completava” il racconto della Trasfigurazione così come lo conosciamo dai Vangeli Sinottici. Gesù, appartatosi dagli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni,  conversava con Mosè ed Elia. Fin qui i Vangeli. Ma cosa si sono detti Gesù e i suoi “ospiti” veterotestamentari? Ai frati Carmelitani del ‘300 piaceva pensare che il profeta Elia già rivolgesse suppliche a Gesù in favore dell’Ordine Carmelitano che non sarebbe stato fondato prima di undici secoli!

La Historia di fra Mariano Ventimiglia
A Giovanni di Hildesheim, seguono nei secoli molti altri storici del Carmelo che raccontano la stessa visione occorsa a san Pier Tommaso. Ci offre una veloce rassegna delle fonti, fra Mariano Ventimiglia nella sua “Historia Chronologica Priorium Generalium Latinorum Ordinis Beatissimae Virginis Mariae de Monte Carmelo”, (Storia cronologica dei Priori Generali Latini dell’Ordine Carmelitano), edita a Napoli nel 1773, il quale ci informa pure che l’Officium  di San Pier Tommaso, con la commemorazione della visione, fu approvato dalla Congregazione dei Riti.
Lo stesso fra Mariano, che fu a sua volta Priore Generale del Carmelo, così riporta le parole della Vergine:
Confidito, Petre, Religio enim Carmelitarum in finem usque Saeculi est perseveratura; Elias namque eius Institutor iam olim etiam a Filio meo id impetravit.

Traduzione:
Abbi fede, Pietro, infatti l’Ordine Carmelitano è destinato a durare fino alla fine del tempo; e infatti il suo fondatore, Elia, ha già ottenuto ciò un tempo dal mio Figlio.

Fra Mariano conclude il suo racconto, dicendoci che “quel distico” trae la sua origine da qui, dall’apparizione cioè a San Pier Tommaso. Fra Mariano non cita l’autore del distico ma noi già sappiamo essere – perché da qui siamo partiti – il nostro beato Battista Mantovano.
Ecco allora cosa ci “racconta” quella lapide sotto la cantoria della chiesa del Carmine. Ed ecco perché appare estremamente plausibile che essa sia appartenuta al corredo del primitivo conventicolo dei Carmelitani, quello fondato fra il 1496 e il 1497. Il distico era stato scritto da Battista Mantovano solo pochi anni prima di quel 1496 e già aveva conosciuto una rapidissima diffusione fra i conventi e le chiese dell’Ordine. 
La preziosità del manufatto non era intrinseca – si tratta di una realizzazione in pietra comune di poco valore materiale e artistico – ma simbolica: la comunità carmelitana di Taranto, appena nata, ricordava a se stessa di essere depositaria della grande promessa di perpetuità fatta dalla Vergine in persona. E nel trasferimento del convento al di qua del fosso, in quello che quattro secoli dopo sarebbe divenuto il borgo umbertino, la comunità dei frati avrebbe portato con sé proprio quella piccola lapide dal valore così identitario.

Ed è quella lapide che oggi ritroviamo nella nostra chiesa, sotto le note del grande organo a canne, a ricordare ancora a noi oggi, alla nostra Confraternita, a tutti i Confratelli le parole della Madre di Dio, nostra Sorella, nostra Titolare:

il Carmelo, grazie a me, vivrà per sempre!



La festa di Sant'Anna

23 - 26 luglio 2016
Chiesa di Sant'Anna
- Taranto -






mercoledì 20 luglio 2016

Festeggiamenti del Carmine a Martina

Angelo Diofano
da Nuovo Dialogo


L’arciconfraternita del Carmine di Martina Franca organizza i solenni festeggiamenti in onore di Maria Santissima del Monte Carmelo, gli ultimi del parroco e padre spirituale monsignor Michele Castellana il quale per limiti d’età ha rassegnato le dimissioni dagli incarichi e che dal prossimo autunno sarà sostituito dal giovane sacerdote don Francesco Imperiale, già parroco della San Francesco d’Assisi di Crispiano.
Dal 15 al 23 luglio sante messe si celebrano alle ore 8-19.45 (con novena animata dal padre redentorista Francesco Iacquino) 21.15 (quest’ultima non nei giorni 17 e 23). Sabato 16 alle ore 10.45 santa messa con aggregazione nuovi consorelle e confratelli; alle ore 19, vestizione e professione novizie terz’ordine carmelitano. Domenica 17 dalle ore 8 alle ore 12 donazione del sangue al centro trasfusionale; alle ore 19.45 santa messa e benedizione dei coniugi che festeggiano il 25° e il 50° di matrimonio. Lunedì 18 alle ore 19.45 santa messa di monsignor Franco Semeraro, rettore della basilica di San Martino. Giovedì 21, alle ore 19.45, santa messa animata dai RaimboWoice con consegna del premio “Ambasciatori d’amore” a cura della omonima onlus. Sabato 23 durante la santa messa delle ore 19.45, consegna del riconoscimento “Testimonianze carmelitane” al confratello Franesco Laera e alla consorella Grazia Bruni. Domenica 24 alle ore 18 santa messa e alle ore 19 la processione; al rientro, consacrazione della città alla Madonna del Carmine e benedizione eucaristica. 
I festeggiamenti civili prevedono per domenica 17 alle ore 21 in villa Carmine, “Carmine show-La Corrida” a cura dell’arciconfraternita e della parrocchia. Nei giorni 16 e 23 giro per le vie del paese del complesso bandistico”Armonie d’Itria” di Martina Franca diretto dal maestro Donato Zigrino. Sabato 23, alle ore 18.30, in villa Carmine, intrattenimento per i piccoli “A ritmo di storia” con narrazione di Antonella Colucci; alle ore 21 sagra della frittella a cura dell’associazione “Ambasciatori d’amore” e spettacolo di canti e musiche tradizionali del gruppo “Selva Cupina”. Domenica 24, spettacolo musicale del complesso “La bottega dei ricordi”. L’illuminazione sarà curata dalla ditta Faniuolo di Putignano. Alla processione suoneranno le bande “Armonie d’Itria” di Martina Franca e di Ceglie Messapica.
La devozione a Martina Franca per la Madonna del Carmine ebbe un exploit nel XVII secolo quando fu costruita la prima chiesa, su una vecchia cappella dedicata alla Madonna della Misericordia, con annesso convento a cura dei padri carmelitani poco fuori le mura cittadine. Nel 1730 fu poi ricostruita la chiesa attuale, in decise forme barocche e completamente restaurata nel 2009 a cura del parroco monsignor Michele Castellana e della comunità parrocchiale. Alla processione della Madonna (in antico dialetto martinese: "Matre Marie 'a Carmetène") partecipano lunghissime file di coppie di confratelli nel tipico abito di rito composto da: scapolare ("a petidde"), mantelletta color panna ("u uzziette"), camice bianco ("càmese"), cordiglio ("u lazze" o "u cégne") , cappello ("cappidde") e bordone ("u bastone" o "a mazze"). 



A Roccaforzata la festa patronale di Sant’Elia

Angelo Diofano
da Nuovo Dialogo

Iniziati ieri, martedì 19, a Roccaforzata i festeggiamenti patronali in onore di Sant’Elia profeta. Il culto è abbastanza diffuso sul nostro territorio, soprattutto nelle zone collinari. Proprio al santo è intitolata la montagna (monte Sant’Elia) su cui insistono i comuni di Roccaforzata e San Giorgio Jonico, giungendo fino a Faggiano. 
L’origine del culto presumibilmente si deve ai padri carmelitani, promotori anche di quello della Madonna del Carmelo.

In chiesa madre sono iniziate domenica 17 le funzioni del triduo guidate da don Cosimo Sergio (17) e don Cosimo Rodia (18). Ieri, martedì 19, è stata la volta di don Giuseppe Marino con santa messa alle ore 19. Oggi, mercoledì 20, alle ore 18, la celebrazione eucaristica sarà presieduta dal parroco don Ettore Tagliente. Subito dopo, per le vie del paese si snoderà la processione con il simulacro del santo, recentemente restaurato, e la partecipazione delle confraternite e delle autorità cittadine. 

I festeggiamenti civili prevedono in piazza la presenza del complesso musicale “Revival Popolare 2000” (oggi, martedì) e del gran concerto lirico bandistico “Città di Lizzano” del maestro Gaetano Cellamara (domani, mercoledì) che agirà per tutta la giornata. Il gran finale sarà affidato ai fuochi pirotecnici della ditta Pirodaunia di San Severo-Foggia, che saranno accesi attorno alle ore 23. Non mancheranno le luminarie in piazza e per le strade principali della ditta Tommasi di Squinzano con il tradizionale contorno delle bancarelle.

martedì 19 luglio 2016

MOTTOLA (TA). Grandi festeggiamenti per la Vergine del Carmelo

Maria Florenzio


Doveva essere una grande festa e lo è stata. Mesi spesi per i preparativi, un grande impegno da parte dell’intero Consiglio di Amministrazione della Confraternita del Carmine, la devozione dei fedeli. Quest’anno i festeggiamenti civili e religiosi per la Vergine del Monte Carmelo si sono consumati in un’atmosfera di spiritualità diversa, sicuramente arricchita dall’esperienza vissuta, il 30 giugno scorso, a Roma: la statua della Vergine ha fatto il suo ingresso in Piazza San Pietro, in occasione dell’udienza giubilare di Papa Francesco, che le ha donato nuovi scapolari ricamati in oro e lo stemma papale pontificio. Gli stessi, indossati dal simulacro della Vergine, per la prima volta in processione, nella serata del 16 luglio. 
La benedizione del Santo Padre, ma anche i 365 anni della Confraternita. Così, la Festa del Carmine, a Mottola, per questo 2016, rimarrà nella storia e non solo in quella della parrocchia di via Mazzini.
Per la prima volta, quest’anno, dopo aver attraversato parte di Corso Vittorio Emanuele, la statua della Madonna ha fatto il suo ingresso in piazza XX Settembre, scortata dai confratelli e dalle consorelle in abito da rito, sorretta dai massari, di cui è patrona. Ad accoglierla, una gigantografia del Papa mentre le benedice gli scapolari; la stessa, fatta posizionare anche in parrocchia. 
Sempre in piazza, poi, tra il plauso di centinaia di fedeli, è stato trasmesso un video su quell’udienza giubilare del Santo Padre, affinchè la sua benedizione potesse essere estesa a tutta la comunità. Poi, l’allocuzione del vescovo della Diocesi di Castellaneta, monsignor Claudio Maniago e l’intervento del sindaco Luigi Pinto, affiancati dal priore Vito Greco.
Nei loro interventi, il cordoglio per le vittime di Nizza e per i morti del tragico incidente ferroviario, avvenuto tra Andria e Corato. “Cerchiamo di adottare uno stile di vita misericordioso per affrontare con speranza anche le difficoltà più dolorose della vita – ha detto il vescovo -. Dalla Vergine del Carmelo ci arrivi l’indicazione della giusta via, come faro per continuare a guardare avanti”. “E’ un giorno di Festa – ha aggiunto il sindaco - che, tuttavia, in questo momento luttuoso della nostra storia di uomini, deve rappresentare un momento di unità, di comunione e di riflessione, facendo nostre le parole del Santo Padre, per interiorizzarle nei nostri cuori”. 
Al primo cittadino, poi, il compito di consegnare un omaggio floreale alla Vergine. La processione, a suon di fuochi pirotecnici e alle note della banda “U. Montanaro”, è, così, ripartita per la parrocchia di via Mazzini, dove è stato lo stesso vescovo a celebrare la messa. 
Molto seguiti i concerti bandistici, nonostante le temperature tutt’altro che estive delle serate del 15 e 16. Ad alternasi sulla cassa armonica, posizionata in piazza XX Settembre, sono stati il complesso bandistico “Schipa d’Ascoli”, Città di Lecce, diretto dal M° Paolo Adesso ed il complesso bandistico "Città di Ailano”, diretto dal M° Nicola Hansalik Samale.
Pienone, poi, domenica sera, per i Terraross e la loro musica popolare, che profuma di sud e di tradizione.



La festa della Madonna del Carmine nelle immagini di Gianpiero Antonicelli

Per queste immagini ringraziamo il nostro amico Gianpiero Antonicelli












lunedì 18 luglio 2016